Turarsi il naso
La domanda: “Votare turandosi il naso: arte o vergogna?”
La frase è sua, e gliela facciamo difendere in campo aperto: fu Montanelli, nel 1976, a consigliare agli italiani di votare Democrazia Cristiana "turandosi il naso" — pur di fermare i comunisti. Ed ecco il comunista, anzi il segretario di quei comunisti, a chiedergliene conto. Il duello è già scritto nella biografia: Montanelli l'anticomunista di ferro che pure non fu mai tenero con la DC, costretto a raccomandare l'otorino come strumento di voto; Berlinguer l'uomo che di quel voto nasale fu il bersaglio, e che può permettersi di chiedere: se per battere me dovevate turarvi il naso, che profumo aveva la vostra alternativa?
Sotto la schermaglia c'è una domanda serissima che l'Italia non ha mai smesso di farsi: il voto è una scelta ideale o una turata di naso periodica? Montanelli difende il realismo — tra un difetto e un pericolo si sceglie il difetto — e Berlinguer l'idea che una democrazia che vota contro qualcuno, invece che per qualcosa, si sta lentamente disamorando. Cinquant'anni dopo, con l'astensione al posto del naso turato, il dibattito è più attuale di allora. La striscia almeno vi risparmia la cabina elettorale: qui si può ridere di tutti e due, gratis e senza matita copiativa.



