Fallaci vs Berlusconi

L'intervista impossibile

La domanda: “Perché i potenti hanno paura delle domande?

Questa è l'intervista che non c'è mai stata, e forse è meglio così — per lui. Da una parte la più temuta intervistatrice del Novecento, quella da cui i potenti uscivano ammaccati e citati per sempre; dall'altra l'uomo che dei rapporti con la stampa ha fatto un'arte marziale personale: il sorriso come scudo, l'aneddoto come diversivo, la telecamera amica come habitat naturale. Fallaci preparava le interviste come assedi; Berlusconi le ha sempre trattate come comizi con una comparsa che ogni tanto interrompe. Farli incontrare significa mettere il metodo contro il carisma, il registratore contro il riflettore.

Il duello è impari in modo interessante: lei è padrona del terreno — la domanda — e lui è maestro della fuga dal terreno, il cambio di argomento col sorriso, la seduzione dell'interlocutore scomodo. La domanda che fa da gong, poi, è di quelle che non ammettono risposta innocente: dire "non ne ho paura" è già una difesa, dire "fanno male" è una confessione. Ci piace immaginare che sarebbe finita come tutte le grandi interviste della Fallaci: con l'intervistato convinto di aver vinto, e la posterità convinta del contrario.