Berlusconi vs Berlinguer

Chi avrebbe più follower su Instagram?

La domanda: “Chi avrebbe più follower su Instagram?

Anacronismo puro, ed è metà del divertimento. Berlusconi è nato per il mezzo: prima ancora che esistesse la parola "influencer", aveva costruito un impero sull'idea che la comunicazione è la sostanza, che un sorriso in video vale un programma di governo. Berlinguer, al contrario, considererebbe volgare l'idea stessa di "piacere" per mestiere: per lui la politica era rigore, non spettacolo. Il paradosso è che sappiamo già come finisce — vincerebbe Berlusconi a mani basse — ed è esattamente ciò che Berlinguer gli rimprovererebbe: che i follower non sono voti di coscienza, sono applausi. La striscia gioca su questo: uno che darebbe del provinciale all'altro perché non sa fare i reel, e l'altro che darebbe del pagliaccio al primo perché li sa fare troppo bene.

L'anacronismo, qui, è un bisturi. I due non si sono mai davvero affrontati nel loro tempo — quando Berlinguer morì, nel 1984, Berlusconi era un editore televisivo in ascesa, non ancora un politico — e appartengono a due ere mediatiche incompatibili: la tribuna politica in bianco e nero, dove si parlava a braccio per quaranta minuti, e la televisione commerciale, dove in quaranta secondi devi aver già sorriso tre volte. Trasportarli entrambi nell'era dello smartphone li mette finalmente alla pari, cioè entrambi fuori casa. E la domanda vera sale a galla da sola: se la politica è diventata una gara di gradimento, è colpa di chi ha aperto lo studio televisivo — o di chi ha lasciato la platea vuota?